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Un cittadino Europeo su quattro ha evitato di fornire informazioni personali a servizi di rete sociali o professionali a causa di problemi di sicurezza. Questa e altre informazioni, diffuse da Eurostat, fanno parte dei risultati dell'indagine condotta sull'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione.
Per approfondimenti consultare la news.

Eurostat, l'ufficio statistico dell'Unione Europea, diffonde i risultati di un sondaggio condotto nel 2019 sull'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione e sul commercio elettronico nelle imprese.
Il 93% delle imprese UE adotta almeno una misura di sicurezza informatica, il 62% rende i dipendenti consapevoli dei loro obblighi sulla sicurezza, il 34% ha redatto documenti sulle misure da adottare in materia di sicurezza, il 62% rende consapevole il proprio personale sui rischi informatici, il 24% ha un’assicurazione sui rischi connessi alla sicurezza informatica e il 12% ha avuto almeno un problema di sicurezza.

Le imprese italiane sono in linea con la media UE sulle misure adottate in materia di sicurezza informatica (93%) e sulla documentazione relativa a tale problema (34%). E’ più elevata la percentuale delle imprese che rendono consapevoli i dipendenti sui rischi della sicurezza informatica: 73% Italia e 62% UE; per quanto riguarda gli incidenti legati alla sicurezza le imprese italiane hanno avuto meno...

Eurostat, l'ufficio statistico dell'Unione Europea, ha pubblicato gli indicatori del quadro di valutazione della procedura per gli squilibri macroeconomici:  l’UE utilizza un set di 14 indicatori per l'individuazione tempestiva degli squilibri macroeconomici esistenti o emergenti a livello degli Stati Membri.
Per l’Italia si osservano due squilibri interni: il debito lordo delle amministrazioni pubbliche (% dei PIL) con un valore pari a 138,8% rispetto a una soglia del 60% e il tasso di disoccupazione che è 11,2% rispetto a una soglia del 10%.
In generale, in tutti gli Stati Membri alcuni indicatori, da un minimo di 2 indicatori a un massimo di 5, superano i valori delle soglie fissate.

Per approfondimenti consultare la News Eurostat.

Nel 2017 in UE i tagli cesarei, ovvero il parto di uno o più bambini attraverso un'incisione nell'addome e nell'utero di una madre, sono stati eseguiti almeno 1,4 milioni di volte.

I cesarei sono stati più frequenti a Cipro (54,8% di tutte le nascite vive nel 2017), seguito da Romania (44,1%), Bulgaria (43,1%), Polonia (39,3%) e Ungheria (37,3%), e meno in Finlandia (16,5 %), Svezia (16,6%), Estonia e Lituania (entrambi 19,4%) e Francia (19,7%).

l’Italia, con circa il 33,8%, si colloca al sesto posto per parti cesarei calcolati in percentuale sui nati vivi; percentuali maggiori si osservano per Cipro, Romania, Bulgaria, Polonia e Ungheria, al contrario le percentuali più basse sono quelle relative a Finlandia, Svezia, Lituania ed Estonia.

In Abruzzo la percentuale è pari a 34,9% con un minimo nel presidio ospedaliero di Sant’Omero (30%) e un massimo (39%) in quello dell’Aquila....

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L'Ufficio di Statistica

L’ufficio di statistica della Regione Abruzzo fa parte del Sistema statistico nazionale (Sistan), una rete di soggetti pubblici e privati che fornisce al Paese e agli organismi internazionali l’informazione statistica ufficiale.    continua a leggere