Nel 2020 l'UE ha importato il 57,5% dell'energia consumata, con una diminuzione di quasi 3 punti percentuali (pp) rispetto al 2019, quando questo indicatore ha raggiunto il massimo storico del 60,5%. La flessione è stata il risultato delle variazioni delle componenti principali di questo indicatore: le importazioni nette sono diminuite del 12,6% e l'energia lorda disponibile del -8,1%, quest'ultima ha risentito principalmente delle riduzioni della produzione primaria. Questi cambiamenti sono collegati alla riduzione della domanda dovuta alle restrizioni della pandemia di COVID-19 e alla successiva crisi economica.
Le fonti di combustibile più importanti nel mix energetico UE nel 2020, petrolio e prodotti petroliferi (34,5% del combustibile totale) e gas naturale (23,7% del combustibile totale) sono state principalmente importate.
Questo articolo è stato pubblicato in occasione delle Giornate UE dell'industria. Si tratta di un evento annuale di punta, che mette in evidenza i pionieri industriali e le discussioni in corso sulla politica industriale, migliorando al contempo la base di conoscenze dell'industria europea.
Per approfondimenti consultere l'allegato Eurostat.
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